Nutrizione olistica

Nutri la tua Energia: Primavera

La natura si risveglia, su ogni ramo spuntano foglioline nuove, e i prati si riempiono di macchie di colore: la primavera è la stagione della rinascita, in cui guardandoci intorno riconosciamo in tutto ciò che ci circonda il segno dell’inizio di un nuovo ciclo, caratterizzato da fertilità, abbondanza ed espansione.

La primavera inizia con l’equinozio di primavera: il giorno prima, la notte è più lunga del giorno, mentre il giorno successivo sarà il giorno a essere più lungo della notte.

Questo evento astronomico segna un cambiamento che influisce anche sul nostro organismo: con l’aumentare delle ore di luce ci sentiamo più vitali, le temperature si fanno più miti e abbiamo voglia di passare tempo all’aria aperta.

Siamo più attivi, anche perché l’esposizione prolungata per più ore alla luce solare, fa sì che il nostro corpo produca meno melatonina, l’ormone che regola il sonno e che ci fa sentire più stanchi e letargici durante le buie giornate invernali. Come ci insegna la visione olistica, ogni trasformazione che avviene nel macrocosmo fuori di noi, si riflette nel nostro microcosmo interiore, e il nostro benessere dipende dalla nostra capacità di assecondare al meglio questa armonia.

La primavera secondo la Medicina Tradizionale Cinese

Secondo la medicina tradizionale cinese, la primavera è la stagione che segna il passaggio da un momento dominato dall’energia Yin, a una fase invece durante la quale prenderà il sopravvento l’energia Yang: e questo avviene proprio con l’equinozio di primavera.

La primavera nella teoria dei cinque elementi corrisponde all’elemento legno, a cui è collegata l’energia dell’albero, un’energia in espansione, caratterizzata da elasticità e movimento verso l’alto, manifestazione della vitalità della natura. L’organo corrispondente, quello di cui prendersi cura, è il fegato – guarda caso, proprio l’organo deputato a tutti i processi di depurazione del nostro organismo.

L’energia in espansione della primavera è un’energia che ci spinge a portare in superficie, e a liberarci, delle scorie – anche emotive – accumulate durante l’inverno. Per questo è un momento da dedicare alla depurazione, sia dell’organismo che dello spirito.

Se durante l’inverno abbiamo esagerato con i cibi grassi, le proteine animali, il caffè, l’alcol, c’è il rischio che il nostro fegato sia affaticato, intasato, e abbia quindi bisogno di maggiore supporto per svolgere il suo compito in questo particolare momento dell’anno.

La primavera inoltre può portare con sé anche delle emozioni “scomode”: rabbia, nervosismo, ansia, possono essere una conseguenza di questa espansione energetica che ci porta a sentirci “sotto pressione”, ed essere particolarmente intense se fegato e cistifellea non sono perfettamente funzionanti.

Nutrire l’energia del fegato

Come affrontare al meglio questo momento dell’anno, per lasciare fluire questa energia in espansione che attraversa non solo l’Universo, ma anche il nostro organismo, e fiorire proprio come fa la natura intorno a noi?

Per sfruttare al massimo questa occasione di rinascita non solo del nostro corpo, ma anche dello spirito, e minimizzare gli “effetti collaterali” di questa fase di cambiamento, dobbiamo prima di tutto supportare e nutrire l’energia del fegato.

Per farlo dobbiamo ricordare che nella MTC un ruolo molto importante è quello che svolgono i sapori: anche i sapori infatti sono caratterizzati da una particolare energia, Yin o Yang, e quindi possono avere una funzione di riequilibrio energetico sull’organismo.

I sapori che, consumati con moderazione, possono supportare ed equilibrare l’attività del fegato sono:

  • il sapore acido: la sua energia Yin può controbilanciare l’espansione Yang del fegato, consentendogli di non dissipare tutta la sua energia;
  • il sapore piccante: la sua energia Yang asseconda l’energia del fegato e lo supporta;
  • il sapore dolce: è un sapore equilibrato, che ha effetto rilassante e armonizzante su tutto l’organismo.

Può essere inoltre utile usare – sempre con moderazione – anche il sapore salato, che supporta l’azione dei reni, altri organi emuntori la cui piena funzionalità è necessaria a quella del fegato.

I cibi da preferire nell’alimentazione primaverile saranno quindi:

  • i cereali, in particolare l’orzo, rinfrescante, e il miglio, che assorbe umidità, ed entrambi caratterizzati da sapore dolce;
  • i legumi, quasi tutti dolci;
  • le verdure a foglia verde e i germogli: in essi si esprime pienamente la fase di crescita che sostiene il movimento della primavera. Inoltre il verde è il colore collegato al sistema funzionale del fegato. Possiamo ricordare, in particolare, tra le verdure di stagione il tarassaco, gli spinaci, le bietole, le ortiche, gli asparagi e i carciofi, i cipollotti e i ravanelli, il sedano.

Meglio invece limitare, ancora più che durante le stagioni fredde, il consumo di carne.

Per quanto riguarda le cotture, in primavera quella da privilegiare è la cottura a vapore, una cottura leggera che conserva le sostanze nutritive presenti negli alimenti e apporta energeticamente calma e un equilibrato calore. L’altra opzione da preferire è saltare in padella, quindi una cottura veloce e a temperature molto alte, che cuoce gli alimenti senza dispersione di sostanze nutritive e conservandone la croccantezza. Dal punto di vista energetico, la cottura saltata in padella dinamizza e apporta una moderata dose di calore interno.

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